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"All'infuori del cane, il libro è il miglior amico dell'uomo. Dentro il cane è troppo scuro per leggere". G.M.


Diario


31 dicembre 2004

Diario di bordo. 31 dicembre.

Al Mozzo di Poppa, amico e fratello, al Mozzo di Prua, nobile sodale e al Timoniere, mia guida, auguri.

Che il nuovo anno renda Sofia più stabile.

Il Capitano




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19 dicembre 2004


Panem et circenses. Il mestiere del giornalista.

 

 

Sono un giornalista. Ecco, forse ora dovrei dire che ero un giornalista perché ormai sto sempre allo stadio e anche oggi sarò qui tutto il giorno. Mi pagano per questo: per distrarmi. Domani, tanto per capire, sarò all’ippodromo. Si, giovedì i cavalli, mercoledì la partita di coppa, domenica la partita della domenica, lunedì, martedì e venerdì riposo. Sabato, per fortuna, posso stare a casa a guardare i reality show. Ci sono degli isolati barlumi di lucidità in cui ho l’impressione di non lavorare a sufficienza. Quando la voce incessante dello speaker fa una pausa per prendere aria e mi regala qualche secondo per ragionare, penso al  professore di lettere del ginnasio. Si chiamava Alberto e citava sempre Esiodo, Opere e giorni:

“Non è affatto vergogna il lavoro, è vergogna l’inerzia.”

Citava anche Giovenale, ma in tutta franchezza, qui in curva c’è troppo casino per ricordare le parole testuali. Ad ogni modo sono fortunato, tutti noi giornalisti siamo fortunati. Comprano la nostra distrazione con il calcio e i real tv. Questo genere di programmi è aumentato dopo le ultime elezioni. Invece, sono diminuite le guerre. Si, Saddam si è calmato, Bush va a pesca più spesso, anzi, pare che a volte ci vadano insieme. E con loro Fidel Castro e le esche vive le porta Osama. Niente più guerre. Non ne fanno più. Sembra quasi che il calcio le faccia diminuire. Quando facevo il mio lavoro seriamente, quando ancora non mi costringevano a stare tutto il giorno allo stadio a mangiare popcorn e sedanini, c’era un gran casino: autobombe, brogli elettorali, finanziamenti illeciti ai partiti, corruzione, delinquenza, disoccupazione selvaggia, inflazione galoppante. Ora è davvero tutto perfetto. Tanto da sembrare quasi un po’ finto. 

 

 

 




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10 dicembre 2004

Guardando la schiena della Statua della Libertà

Qui nel nord della baia l'Hudson fa gli ultimi gorghi prima che il ponte di Verazzano lo avverta come un padre che si fa sul serio, c'è l'oceano di là e non si scherza più. Seduto su un grosso pneumatico da camion, mi godo questo tramonto ai frutti di bosco dove il sole è un enorme ribes in un cielo di panna montata, nell'aria calda e pulita  di inizio sera. Sette mesi che non ne vedevo uno di lunedì, sette mesi senza vedere il sole sorgere nè fare capolino nelle mie giornate. Questa roba però non c'era scritta sul contratto che mi hanno dato da firmare. Da qui riesco a scorgere in lontananza la sagoma plumbea della Statua della Libertà che dà il benvenuto alle navi che entrano in porto. Lo fa mostrando le spalle all'America e la cosa non mi piace per niente.

Mozzo di prua




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2 dicembre 2004

Diverso

Ho smesso di pregare il giorno in cui mi sono accorto di aver chiesto trecento euro allo Spirito Santo...

MdP




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La congrega è un circolo mecenatico che si guarda intorno, che scruta la
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"NOI baggisti siamo abituati a sognare: affrontiamo le pause, spesso lunghissime,le panchine, quasi sempre immeritate, gli allenatori e gli infortuni ... con una serenità che fa invidia. Perché per noi, dopo, c´è sempre un miracolo. Noi baggisti diamo un nome, o un numero, ai miracoli. Il prossimo si chiama "ventitré"... Noi baggisti detestiamo il vittimismo e sorridiamo anche alla sfiga. Noi baggisti siamo irragionevolmente ragionevoli, ci gettiamo a corpo morto nell´assaporare le sfide e ci specchiamo nell´incredulità degli altri. Noi baggisti siamo speciali. Cioè lui, Robi Baggio, è speciale e per questo sarà sempre bellissimo essere baggisti. E continuare a sognare..."

Ivan Zazzaroni da "La Stampa"

 

 

 

 

 

 

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