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Nostalgie.

Mi manca Roma.

Roma ti accoglie come il preferito fra i suoi figli, ti abbraccia e non ti incatena, ti ama e non ti soffoca. Ti lascia andare e sembra che non gliene importi granchè, non se la prende e sta lì, pronta a riabbracciarti senza chiedere spiegazioni.

Io questa cosa l’ho trovata solo a Roma. Per questo casa è Roma, per questo tornare è tornare a Roma.

Dove son nato non mi son mai trovato. Ci sono nato e vissuto, ma non sono di lì. Per questo nostalgia è Roma, per questo, forse, futuro sarà Roma.

Per questo.

Per questo e per le strade, che sono sempre piene delle persone che voglio vedere, persone che non conosco ma che mi piace sentir parlare. Persone per le quali sono uno dei tanti, ma non me lo fanno pesare e poi quanto mi piace essere uno dei tanti.

Roma in agosto ti premia. Tu la scegli, decidi di non abbandonarla e lei diventa più bella, più sorridente e veste i colori più belli che ha e vorresti che fosse sempre agosto sul ponte Garibaldi, da una parte San Pietro, dall’altra la Sinagoga, in mezzo tu e lei.

Roma è dove sono stato felice, che non è poco.

Dalla città in cui sono nato sono scappato e non mi vergogno a dirlo. Roma stava lì, era luglio e faceva caldo e allora Roma aveva i capelli biondi e svariati centimetri più di me. Giravamo in macchina e ho capito subito che non mi sarei mai stancato di attraversarla, di scoprire i vicoli, i quartieri, la Storia, le storie.

A Roma ho ritrovato gli amici migliori, tutti. Non è un caso se stanno quasi tutti lì, forse. A Roma ho trovato lei, e non è poco nemmeno questo.

A mio figlio racconterò di Roma e di come mi ha salvato.



(se firmarsi così ha ancora un senso) Il Capitano

 

 

Pubblicato il 9/3/2008 alle 12.53 nella rubrica Diario.

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